Molti aspettano con ansia il 17 febbraio (data ancora non ufficiale) per il rilascio della nuova versione del sistema operativo per PlayBook, il computer mobile di RIM. Computer mobile? Sì! Da oggi, almeno per quanto riguarda sottoscritto, non lo chiamerò più tablet, termine davvero limitativo per il gioiello di casa RIM. 

Molti dei nostri lettori si aspettano dal 17 febbraio una svolta, un cambio di marcia, una nuovo lancio per il PlayBook.

Cosa mi aspetto personalmente dal PlayBook 2.0?

Vi stupirò, ma sinceramente non aspetto nuove applicazioni da AppWorld. Sicuramente la nuova strategia commerciale passerà senz’altro con implementare i programmi per il PlayBook, ma non è quello che cerco e quello che desidero.

Dal 17 febbraio mi aspetto un aggiornamento del sistema operativo che mi permetta di migliorare quello che già faccio attualmente e mi fornisca nuove possibilità che attualmente erano precluse. Parlo di poter stampare via WiFi, di poter scrivere email con un’esperienza utente similare a quella di un pc, con la possibilità di gestire al meglio i miei account di posta e soprattutto un pacchetto office completo che mi possa garantire, ancora di più, piena compatibilità in lettura e in scrittura di documenti esistenti che importo da un comunissimo Pc.

Mi aspetto dalla nuova versione un Playbook ancora più Pc friendly per il mio lavoro, unita alla comodità, alla leggerezza e alla sicurezza che un latpop o un pc portatile non potrà mai darmi. Mi aspetto un esperienza utente ancora migliore rispetto alla precedente versione che solo il sistema operativo Qnx può darmi.

E le app direte voi? Come detto alcune righe sopra, personalmente non interessano. Non mi interessano i giochi. Se devo essere sincero non ritengo molto utili neanche le versioni online dei quotidiani (è per me davvero scomodo leggere un quotidiano virtuale forse perché oramai sono abituato al buon giornale di carta, con la possibilità di ritagliare i pezzi interessanti, sottolineare le frasi significative e per mille altre ragioni). Ma posso capire che a molti piaccia e posso accettare di ritenerlo utile. Posso anche accettare che sia il futuro dell’editoria. Quello che non posso accettare è la concezione limitativa delle app per vedere i siti. Non mi interessano applicazioni inutili che possano essere sostituite banalmente con la navigazione in internet.

Internet, appunto, è il vero punto di forza del PlayBook. Una navigazione piena, con un esperienza senza compromessi, che mi permette di accedere a qualsiasi sito senza limitazioni (e non parlo solo di Flash). Non accetto l’idea che per godere a pieno di un sito internet si debba scaricare un applicazione ottimizzata. 

Quando Thorsten Heins, alcuni giorni fa, ha dichiarato che chiamare il PlayBook tablet è riduttivo, credo che volesse venire incontro alle mie esigenze come quelle di migliaia di altri utenti.

Infine lasciatemi dire ancora un aspetto, non meno importante degli altri.

É uscita un’analisi su Bgr.Com che riporta come nel 2011 le consegne di smartphone e dispositivi mobili  abbia superato le consegne di PC e Dekstop. In questo senso credo che il mercato desideri sempre di più una nuova forma di computer mobile ed il PlayBook può intercettare un’ampia fetta di quel mercato. Ma non aspettiamoci che il PlayBook vada a contrastare le vendite di iPad. Non deve essere quello l’obiettivo. Il PlayBook deve ritagliarsi una fetta per chi considera di usare un device per lavorare che gradualmente sostituisca il proprio PC portatile. In questo senso una versione del PlayBook a 10 pollici non la vedrei assolutamente fuori da ogni logica, come del resto una versione 3G (di cui abbiamo già parlato qui), che consentirebbe ampia libertà di connessione in qualsiasi condizione.

Questo è il punto di vista di un utente che adopera il PlayBook dal 17 agosto del 2011 e che NON É ASSOLUTAMENTE (concedetemi la maiuscola) rimasto deluso dal PlayBook, avendone fatto il suo primario strumento di lavoro in mobilità.

  1. cldparisi scrive:

    Posso capire assolutamente che tu e altri non sentiate l’esigenza di App nuove però dire “Non mi interessano giochi” e ”Non mi interessano applicazioni inutile” è fuorviante, perché vuol far intendere che la compatibilità con App Android é per far contenti chi vuole giochi o App inutili e si dimentica che già ora l’AppWorld per il nostro PlayBook contiene più giochi che app alla faccia del tanto decantato “tablet pro”…..infatti sono proprio i giochi che si trovano in tripla versione (iPad, Android e PlayBook) mentre molte app esistono solo per le prima del piattaforme.
    Ci sono perfino certe App che esistono per BlackBerry ma non per PlayBook.
    Io ho il PlayBook da luglio, lo ritengo un buon tablet e l’ho scelto proprio per l’integrazione con il mio BB ma mi auguro che con l’arrivo del 2.0 non debba più trovarmi nella spiacevole situazione di trovare qualche App fornita per iPad Android ma non per PB.

    PS
    Per la cronaca io di giochi oltre a quelli nativi ne ho installato uno per mio figlio, quindi le app di cui lamento la mancanza non sono minimamente giochi.

    • Sergio Serafini scrive:

      E’ certamente una opinione, come lo è la tua. Tutte legittime. Simone ha evidenziato come nella sua quotidianità non abbia bisogno di altro, pur avendo avuto altro. Quindi non è un obnubilato, è semplicemente uno che ha alcune specifiche esigenze. Io per esempio non ho bisogno di giochi, ma al contrario suo mi piacerebbe un bel lettore di quotidiani on line. Sono tutte posizioni credo legittime, ma l’articolo ha chiaramente un taglio personale. ;)

      Un abbraccio e grazie per il contributo.

  2. cldparisi scrive:

    Che sia un’opnione e che sia legittima lo do per scontato, quello che contestavo è che si voglia far credere che ora ci siano App Pro e con l’avvento di Android si avranno in più giochini o banali app, non è così per il semplice fatto che già ora nell’AppWorld ci sono molti più giochi che app, anzi come ho detto prima è più facile che un ci sia un gioco anche in versione PB che un app

    Poi che a sralab bastino le app che ci sono ora e non ne servano altre va benissimo ci mancherebbe altro, anzi mi fa piacere per lui.