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Il BlackBerry e il terremoto in Emilia

Terremoto in Emilia

Il terremoto in Emilia è stato uno degli eventi più tragici di quest’ultimo anno, e per questo prima di parlare dell’argomento attinente al nostro sito vogliamo porgere un pensiero di vicinanza e solidarietà a quegli uomini, quelle donne, quegli imprenditori e quelle aziende che hanno visto distruggersi in poco tempo il frutto del lavoro e del sacrificio di una vita. Crediamo che su questi argomenti non sia mai opportuno speculare, ma abbiamo ritenuto invece opportuno parlarvi di un fenomeno per noi inaspettato e che invece potrebbe avere una spiegazione molto semplice.

La cosa più drammatica in un terremoto, oltre alle vittime e ai danni irreparabili alle strutture è l’impossibilità della comunicazione. E’ cosa drammatica sia per il fatto che il primo pensiero va ai propri cari, sia per il fatto che la comunicazione non permette di chiedere prontamente aiuto.

Infatti, come avviene ovunque, dopo ognuna di queste scosse si verifica un’interruzione delle telecomunicazioni mobili. E quindi potrete immaginare cosa questo possa significare anche nell’organizzazione dei soccorsi.

Io, pur non essendo originario di quelle zone, abito in Emilia per motivi di studio e ora vi racconterò nel mio piccolo la mia esperienza. Ho vissuto quei momenti con grande ansia e paura. Con l’ansia di un uomo che sa che da un momento all’altro potrebbe venire giù tutto.

Dopo la scossa delle 09:01 della mattina del 29/05/2012 tutte le comunicazioni erano interrotte (il mio operatore è Wind quindi riporto ciò che è stata la mia esperienza in base ai malfunzionamenti registrati dal provider) e l’unica cosa con la quale riuscivo a comunicare con gli amici era il Blackberry Messenger in quanto usava un gateway diverso per la connessione e quindi non faceva riferimento ai server Wind.

Ero isolato, ma di fatto in grado di raggiungere gli altri solo tramite BlackBerry Messenger. La cosa che non comprendevo per esempio, soprattutto in quei momenti in cui si ha poca lucidità, era il motivo per il quale io riuscissi a mandare messaggi tramite Whatsapp, mentre gli altri non li ricevevano. Non li ricevevano quelli che non avevano un BlackBerry. Presto detto. I possessori di smartphone diversi non potevano avvalersi del BIS, tramite il quale io canalizzavo i messaggi senza che questi potessero arrivare a destinazione.

Poi qualche giorno dopo, essendomi rimasta impressa questa sensazione e i frammenti di quei ricordi, chiesi a Wind come mai il BIS non fosse andato offline e lei mi rispose, forse un po’ semplicisticamente, che è considerato un servizio “a parte” e che non riguarda direttamente i server Wind. Sta di fatto che il BIS aveva tenuto.

Subito dopo mi venne in mente un articolo che pubblicammo qualche tempo sulla tragedia di Haiti e sul fatto che la International Medical Corps premiò RIM (potrete leggerlo qui). E di un altro nel quale vi informammo del fatto che il governo messicano aveva prodotto per BlackBerry un’applicazione che avvisava gli utenti qualche secondo prima dell’arrivo del terremoto (potrete leggerlo qui).

Tutti flash che mi sono venuti in testa e che ho voluto condividere con voi. Certamente la soluzione di tutti i problemi non è il BlackBerry. Ma in un momento storico della tecnologia nel quale si fa la corsa alle app più inutili, questo aspetto se fosse confermato sarebbe certamente da prendere in grande considerazione.

Chiudiamo come abbiamo iniziato, con commozione nei confronti di quei popoli. La Redazione di MondoBlackberry si stringe idealmente attorno ai familiari delle vittime e agli imprenditori, vera anima di quella terra, al collasso.

Su di Carlo

6 commenti

  1. Io per fortuna non ero al lavoro ma io pure, sia alle 9.00 che alle 13 sono riuscito a comunicare con i miei colleghi in azienda tramite BBM, mentre le reti telefoniche (cellulare-cellulare, poichè cellulare-fisso funzionava) non davano segni di vita, dato il probabile e momentaneo boom di traffico.

  2. Veramente una notizia unica. Comunicarlo alla protezione civile?

  3. Ho contattato via Twitter la Regione Emilia Romagna, mentre non ho trovato un profilo Twitter unico ed ufficiale della protezione civile, ma solo distaccamenti territoriali. Ho comunicato la notizia all’ufficio stampa RIM Italia, ma ovviamente decideranno loro se farne una nota ufficiale o meno, anche perchè l’argomento è delicato e si rischia sempre di cadere nella speculazione.

    Noi abbiamo provato a dirla nel modo giusto allontanando qualsiasi speculazione e lasciando trasparire anche la drammaticità e la sofferenza di quel momento.

    In realtà la cosa più importante è l’aiuto a quelle popolazioni, ma questo noi non siamo in grado di farlo se non con donazioni personali.

    Il problema vero semmai è che questa notizia potrebbe essere utile nel caso di nuove scosse non tanto in quei territori ma (speriamo mai) in altri. Per questo unico motivo l’abbiamo data.

  4. Rim Italia? Lol…

  5. http://mashable.com/2011/08/23/earthquake-calling-crisis-blackberry/
    Unico servizio affidabile durante il terremoto in cile e 11 settembre.

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